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dic

Facciamo il punto sull’Agenda Digitale

A distanza di un anno da quando è stata creata una Cabina di Regia interministeriale che tracciasse le linee guida per i processi di innovazione del nostro Paese è stato approvato dalla Camera il decreto “Crescita 2.0” volto a rendere effettive ed operative le norme sull’Agenda Digitale Italiana.

Gli snodi fondamentali del decreto si riferiscono:

  • alla digitalizzazione della pubblica amministrazione volta a produrre i documenti in formato digitale come la carta d’identità, il libretto universitario, il domicilio digitale, il fascicolo sanitario unico,
  • alla creazione di smart cities che non sono altro che piattaforme attraverso le quali la pubblica amministrazione condivide esperienze e informazioni al fine di fornire opportunità a chi ne ha più bisogno,
  • al sostegno alle start-up al fine di incoraggiare le iniziative imprenditoriali in un clima culturale in cui il fallimento non è considerato patologico ma fisiologico,
  • alla promozione del crowdfunding quale nuova modalità per raccogliere finanziamenti, anche piccole somme, tramite internet da una moltitudine di stakeholder che credono in un particolare progetto.

L’approvazione del decreto è finalmente un passaggio molto positivo, ma non cambia di per sé lo status quo del nostro Paese. Passare dalla teoria alla pratica implica lo smantellamento di una cultura e una mentalità retrograda. Alcuni “autorevoli” commentatori parlavano dei  test finalmente online per divenire professori…perplessità, dubbi, incapacità di capire il nuovo. In molti sono a chiedersi se riusciremo effettivamente ad attuare quanto delineato per decreto. Senza dubbio per farlo abbiamo bisogno di competenze nuove, di nuovi percorsi di crescita professionale, e di un cambiamento strutturale che spinga all’ innovazione.

Ma siccome le cose nel nostro Paese le facciamo perché c’è un legge e non per buon senso o per un evidente vantaggio di tutti, ben venga anche la legge per l’Agenda Digitale!

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