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4
mar

Workspace as a service. La rivoluzione del modo di lavorare

Siamo tutti un po’ più consumatori anche quando siamo al lavoro. Non smettiamo mai di esserlo e sempre più vorremmo che il nostro posto di lavoro facesse sempre più parte di un unico e più ampio stile di vita, per cui la scelta degli stessi strumenti di computing fosse determinata in misura maggiore dall’accrescere la nostra efficienza e dal produrre situazioni ed esperienze più confortevoli e piacevoli.

Il workspace “digitale” porta vantaggi molto significativi al collaboratore-consumatore. Anzitutto offre la possibilità di esplorare nuovi stili e modalità, come il crowdsourcing, il social networking, il job sharing, l’immediata condivisione di informazione, ecc.; in altre parole consente di migliorare la produttività, il coinvolgimento individuale, la flessibilità della forza lavoro, di accumulare, condividere e riutilizzare esperienza. Ma il nocciolo della questione è che si può trarre un maggior ritorno, un ROI più chiaro, dall’investimento nelle tecnologie, migliorare la condivisione di best practice, attrarre i migliori talenti.

A distanza di un anno dal nostro Insight sulla situazione dell’end-user computing in Italia e sulle sue prospettive di sviluppo nelle principali imprese, promosso da Unisys e dai suoi partner, ritorniamo oggi sull’argomento, sempre grazie al nostro business partner.
Il tradizionale gap tra il computing in ambiente di lavoro e nella vita privata trae ragione da fattori culturali, di sicurezza e di compliance. Tuttavia, alla luce di tanti fatti nuovi, come l’evoluzione del Bring Your Own Device o dello sviluppo di App in ambiente business, la situazione va rivista ed è proprio quello che ci accingiamo a fare in questo Insight, grazie anche all’apporto di esperienze e di casi di successo di clienti di Unisys.

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