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EMARKET BOOK | IL MERCATO IT

Il nostro principale obiettivo nella stesura dell’Assintel Report, è quello di proporre una vista attuale e moderna di quanto l’Information Technology pesi nel nostro sistemapaese. A noi sembra importante poter anche fornire la possibilità di riconnettere a numeri “macro” i risultati più specifici di settori, segmenti e nicchie di mercato e di corredare i dati con una opportuna interpretazione. Come è avvenuto nelle edizioni passate, le nostre stime sono proiettate alla chiusura di questo 2015. Anche se ci prendiamo qualche rischio come analisti, siamo convinti che qualsiasi outlook debba traguardare il futuro e conferire il massimo livello di “confidenza” dei dati. Fotografare il vecchio anno non aggiunge valore per gli stakeholder dell’IT.

IL MERCATO IT

Al momento in cui questo report viene “chiuso” le previsioni più ottimistiche di crescita del PIL in Italia nel 2015 sono di un +0,8%. Anche se la crescita economica del nostro Paese è di fatto molto modesta, rispetto al 2014, in generale è cresciuta la fiducia delle imprese e, soprattutto, nonostante l’embargo alla Russia e il forte deprezzamento della moneta cinese, l’esportazione italiana continua nel complesso a reggere. La situazione di stallo degli investimenti, compresi quelli IT, sta lentamente invertendo la marcia. Come abbiamo visto anche dai risultati delle ricerca associata al Report, l’intensità e la velocità di adozione delle tecnologie per l’innovazione e, in generale, per quelle “tradizionali” offre, pur in un quadro sempre a macchia di leopardo, motivi di cauto ottimismo. Molte imprese, ad esempio, sia perché più dipendenti dalle esportazioni e maggiormente esposte alla competizione sui mercati esteri, sono più attive in fatto di innovazione, così come le molte organizzazioni impegnate in politiche di miglioramento della vicinanza ai clienti/consumatori o nella trasformazione dei loro processi produttivi. In controtendenza rispetto alla Spesa IT delle imprese rimane anche quest’anno il segmento che, nonostante le performance di smartphone e app, paga lo scotto della generale contrazione dei consumi e rimane in negativo. Alla rivitalizzazione degli investimenti delle imprese, sensibilmente influenzati dalle necessità di rinnovamento delle infrastrutture, all’avvio di progetti di trasformazione digitale e da effetti indotti dalle tecnologie stesse, si contrappone il progressivo e inesorabile scivolamento di ampie fasce di prodotti e servizi verso regimi di commodity. Gli effetti combinati di tutti questi fattori comprimono sì gli investimenti relativi alla “IT esistente”, ma liberano sempre più Budget sui progetti di innovazione, avviando circoli virtuosi in cui è sempre più anche la parte di servizi in Cloud Computing ad essere importante. Il risultato complessivo è positivo e la Spesa IT torna a crescere nel 2015 di un significativo +1,7%, dopo il flesso verificatosi in parte già l’anno scorso. Come mostra la Figura1, continua la crescita a due cifre del Cloud Computing e, soprattutto, quella del +2,7% del Software che rafforza il segno “+” complessivo, ma a ben guardare anche i comparti dei Servizi IT e dell’Hardware, pur rimanendo con segno negativo, fanno segnare un lieve miglioramento.

A1

La Figura1 propone la dinamica della Spesa IT del nostro mercato negli ultimi tre anni a parità di perimetro, cioè coerentemente con le scelte fatte tre anni fa di riportare in ambito Spesa IT commodity come gli smartphone, anziché prodotti e servizi connessi con aree velocemente emergenti connesse alla trasformazione digitale delle imprese e all’Internet of Things. Ad ogni modo, nel 2015 la Spesa IT complessiva si attesta a 24.701 milioni di Euro, con una crescita consolidata del +1,7% rispetto ai risultati dello scorso anno. Questi dati fotografano, nel loro complesso, un mercato IT che consolida il suo trend positivo iniziato un anno fa, nonostante la situazione economica, in cui le dinamiche con cui scorrono i trend contrapposti e a cui si faceva riferimento poc’anzi, accentuano decisamente la loro importanza ed evolvono a velocità molto maggiore. Nei prossimi paragrafi, analizzando i singoli settori e segmenti, ci renderemo conto di come le situazioni possano variare in modo consistente e contraddittorio: in fondo è anche questo che rende il mercato IT del nostro Paese tanto lontano dall’essere omologabile e obiettivamente tanto difficile da interpretare.

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