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8
apr

PARLIAMO DI SICUREZZA

Il nuovo scenario globale mostra la rapida evoluzione degli attacchi perpetrati da singoli e da vere e proprie organizzazioni criminali specializzate nella ricerca di un ritorno economico nell’investimento criminale. La frequenza, la scala e il grado di sofisticazione degli attacchi informatici degli ultimi anni, mostrano un panorama sempre più complesso per motivazioni, strategie, varietà di attaccanti, settori e dipartimenti colpiti. Every business is a digital business, anche per il mondo del crimine.
Limitarsi a proteggere i propri confini aziendali non è sufficiente anzi è fuorviante, dal momento che nessuna impresa può essere considerata un’isola a sé stante in un mondo perennemente interconnesso. Dai Big Data agli Analytics, dal Cloud Computing alle piattaforme CRM, dai sistemi ERP alle grandi potenzialità dell’Internet of Things, la quantità e il valore di business delle informazioni che le organizzazioni devono gestire e proteggere è enorme, in continua crescita e frequentemente “cross-dipartimentale”. Il disegno di una strategia di gestione di questi rischi dovrà essere considerato una componente essenziale per le organizzazioni. Il guaio è che la protezione di informazioni e di architetture è una corsa contro il tempo. Per stare al passo con gli attaccanti, le imprese devono progettare processi, piattaforme e infrastrutture IT con in mente la sicurezza dell’informazione ed incorporare in un’architettura complessiva i principi della loro strategia di difesa.

QUESTE LE DOMANDE CHE SORGONO SPONTANEE

Quali investimenti fare in relazione ai rischi che si corrono?
Viene prima la compliance a standard e a requisiti regolatori o la protezione degli asset?
Quanto siamo confidenti nella nostra strategia di cybersecurity? Come si integra nelle operazioni del business?

TUTTE LE RISPOSTE NELL’INSIGHT INFORMATION & CYBER SECURITY MANAGEMENT IN ITALIA. WHAT’S NEXT